Sgrunf, la rassegna polesana dedicata al maiale!

Associare il maiale al Polesine dal punto di vista gastronomico è la cosa più naturale che si possa fare, perché spesso trattato male nella letteratura, il porcello è stato nei secoli una fonte imbattibile di calorie per le popolazioni contadine, garantendone la sopravvivenza nei periodi di carestia. Dopo il periodo di macellazione che da fine novembre secondo la tradizione durava fino al 17 Gennaio, S.Antonio Abate, il maiale da questa ricorrenza iniziava ad essere presente nelle tavole.

Perchè la cultura e le tradizioni non vadano perdute, abbiamo pensato di proporre, con la collaborazione della condotta Slow Food di Rovigo, “Sgrunf..il maiale in tavola”, una rassegna enogastronomica, sul mangiare in Polesine, in quattro ristoranti e osterie della provincia di Rovigo, attraverso la proposta di menù con pietanze della tradizione a base di suino, coinvolgendo sia il Basso che l’Alto Polesine. Per deliziare ogni tipo di palato, i cuochi dei ristoranti e degli agriturismi che abbiamo coinvolto in questo percorso apriranno “le porte” del gusto interpretando la tradizione ed il tema dell’iniziativa con la proposta di menù variegati tra piatti semplici e ricercati.

Paolo Rigoni, professore e fiduciario per Rovigo di Slow Food , ci ricorda che per la famiglia polesana la possibilità di poter macellare il maiale era questione vitale così come era fondamentale distribuirne il consumo in tutto l’arco dell’anno. Niente veniva buttato, tutto era consumato o riutilizzato. La donna polesana ha affinato nel corso del tempo sistemi di cottura di straordinaria bontà. Basti pensare come venivano combinati il fegato, il cuore, il sangue, la punta di petto, i polmoni, la trippa, il riso con i rovinassi, col tasta sale, col pesto, la pinza onta, la miazza, solo per citare qualche piatto della tradizione, mentre l’arte della norcineria era talmente sapiente e varia da non aver eguali in nessuna altra cultura. E’ sufficiente scorrere il volume della Minelliana, “Il piatto, il fuoco, la parola”, per rendersene conto. L’elenco è lungo: lucaniche bianche, lucaniche more con fegato, con sangue, le mortadelle, cotechini, cappelli del prete il salame dell’orecchio, del polmone, il sonzale o sonzin, il salame della lingua, il salame di testa, il salame gentile, le soppresse, la nòna, la zia, la comare, il compare, varietà insospettabili di bòndole, bondiole, bundlìn, pancette, coppe, prosciutti…

Abbiamo pensato di unire la nostra provincia proponendo una serata dedicata al maiale “lungo” tutta la provincia, lungo lo scorrere del Po. Partiremo da Porto Viro il 17 gennaio ospiti di Vanni e Sara Barolo e dell’amico chef Diego Moretto del Ristorante La Corte di Porto Viro, l’iniziativa farà tappa nel medio Polesine, prima a Guarda Veneta all’Agriturismo I QuartiRovigo all’Osteria Ai Trani nelle mani della famiglia Conforto per chiudere in all’Alto Polesine all’Agriturismo Valgrande di Bagnolo di Po.

In questo viaggio alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche del Polesine ci accompagneranno l’ Organizzazione Produttori Ortofrutticoli Veneto di Lusia, la Confraternita del Bavarolo e dell’Associazione Minelliana, che hanno patrocinato l’iniziativa.

Il programma della manifestazione prevede i seguenti quattro appuntamenti:
Giovedì 17 Gennaio 2008 ore 20.30
”SANT’ANTONIO DEL PORCELLO E DEL FUOCO”
Ristorante La Corte - Ca’Cappello Porto Viro
Tel. 0426 320761

Venerdì 25 Gennaio 2008 ore 20.30
“SAN PAOLO DEI SEGNI”
Agriturismo I Quarti– Guarda Veneta
Tel. 0425.98022 - 348.2258009

Giovedì 31 Gennaio 2008 ore 20.30
“EA BONDOA POESANA”
Osteria Ai Trani – Rovigo
Tel. 0425.25109

Venerdì 8 Febbraio 2008 ore 20.30
GLI INSACCATI “DE NA OLTA”
Azienda agrituristica VALGRANDE - Bagnolo di Po (Ro)
Tel 0425.704086 - 329.0975401

Prenotazione obbligatoria per la partecipazione ad ogni serata.
Per informazioni sulla serate:
Matteo Peretto – Ca’Polesine 349.5773533
Paolo Rigoni – Slow Food 339.8016937

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