La cozzeria, apre la stagione delle cozze!

9 maggio, 2009

All’Osteria Arcadia si apre con una serata di gusto e musica la stagione delle cozze di sacca

SCARICA QUI L’INVITO CON IL MENU’ DELLA SERATA!

“La cozzeria: tutti i modi di fare le cozze”. Una serata speciale, venerdì 8 maggio p.v. per inaugurare il periodo migliore per gustare la cozza della nostre sacche, quella proposta da Pamela Veronese all’ Osteria Arcadia di santa Giulia di Porto Tolle. L’appuntamento enogastronomico alla sua seconda edizione, dopo la deliziosa serata del maggio scorso è patrocinato dalla Provincia di Rovigo e organizzato con la collaborazione di Ca’Polesine e Slow Food.
I mitilli, in Polesine meglio conosciuti appunto come Cozze, si possono gustare tra Aprile e Settembre, avendo il loro periodo di riproduzione durante il periodo autunnale e invernale. La serata sarà allietata dalle sonorità del gruppo locale Insirada e verrà inaugurata con un aperitivo nel cortile, in attesa di gustare le migliori preparazioni a base di cozza e pescato fresco della signora Arcadia, madre di Pamela e attenta valorizzatrice delle tipicità ittiche del Delta.
Cozze e vongole al salto e polentina morbida bianca con cozze in tocio per iniziare, un tradizionale risotto dell’osteria, per passare ai secondi, misto gratinato (cozze, vongole, ostriche) e misto fritto (calmaretti, schile e spiedino di cozze).
Il costo della serata è di € 25,00 escluso liquori e vino. Per informazioni Osteria Arcadia tel. 0426/388334.

Al Ponte a cena con i presidi del Veneto

1 maggio, 2009

Alla Trattoria al Ponte alla scoperta dei presidi slowfood del Veneto!

SCARICA QUI L’INVITO ALLA SERATA CON IL MENU’ PROPOSTO!

Slow Food Rovigo in collaborazione con Ca’Polesine
“Verdure e germogli tra i Presìdi Slow Food”.
Trattoria Al Ponte di Luciano Rizzato
Venerdì 8 maggio ore 20.30

Contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai e pasticceri. Sono gli oltre 1300 piccoli produttori, coinvolti nei 177 Presìdi Slow Food italiani, che lavorano e salvano prodotti buoni, di alta qualità, radicati nella cultura di un territorio, ottenuti con tecniche sostenibili nel rispetto dei ritmi e dei tempi della terra, realizzati in condizioni di lavoro rispettose delle persone per garantire una remunerazione dignitosa. Ed allora una santa alleanza tra cuochi e presìdi, una stretta collaborazione con i ristoratori il cui ruolo è fondamentale per la divulgazione del messaggio di Slow Food legato alla salvaguardia della biodiversità agroalimentare. Sono questi i presupposti di un nuovo progetto dell’associazione, annunciato dalle sale di Slow Fish, tenutosi a Genova a metà dello scorso aprile. Proporre cioè a cuochi motivati l’impiego di determinati prodotti, soprattutto di provenienza regionale, sia per le loro qualità organolettiche ma anche per il loro valore culturale. I cuochi, da parte loro, devono impegnarsi ad aderire alla filosofia del presidi, nel rispetto della stagionalità delle produzioni, nel rapporto diretto con i produttori, con l’inserimento nei menu di prodotti locali e con il loro utilizzo nei piatti della tradizione; infine riportando nel menu il nome dell’azienda produttrice. In questo modo tutto è rintracciabile e mette in comunicazione la terra con la tavola.

La condotta Slow Food di Rovigo, in prima fila da alcuni anni nella promozione delle specificità agricole e gastronomiche del territorio non poteva non cogliere al volo una provocazione siffatta anche perché già si era spinta in questa direzione con iniziative similari, così come non poteva non esserci Luciano Rizzato de Al Ponte di Lusia, reduce dai successi genovesi di Slow Fish, da tempo come ristoratore in trincea con le sue verdure prodotte a Lusia e sostenitore di qualità e territorialità.

Ed ecco allora un incontro conviviale che si terrà venerdì 8 maggio, con inizio alle ore 20.30, sul tema “Verdure e germogli tra i Presìdi Slow Food”. Un menu quanto mai invitante si prospetta per gli intervenuti, cominciando col consolidato buffet di verdurine fritte, con la macedonia di verdure, la polenta bianca di mais biancoperla con punte di asparagi, i carciofi violetti di sant’Erasmo, un’isola veneziana ove tali tipi di carciofo sono sopravvissuti, i risi e bisi con il riso di Grumolo delle Abbadesse, l’oca in onto che i Polesani ricordano molto bene. Il tutto è accompagnato da una selezioni di vini dei Colli Berici, scelti dal sommelier Paolo Giolo che è anche il curatore della serata. A Paolo Giolo (329 98 71 015) si possono chiedere lumi, mentre a Luciano Rizzato (0425 66 98 90) vanno indirizzate le prenotazioni. Da sottolineare la presenza della polenta di mais bianco perla, unico nostro presidio, un mais autoctono del Polesine coltivato a San Martino di Venezze, presso l’Azienda di Leonardo Gagliardo presso il quale la farina si può acquistare.